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Il rapporto adolescenti-famiglia spesso è complicato. In questi momenti la prima cosa a venir meno è il dialogo. Grazie allo psicologo tutto questo diventa molto più facile.

Non è una cosa semplice richiedere l’aiuto di uno specialista per il fatto che i genitori vedono messa in discussione la loro onnipotenza che, fino a quel momento, aveva caratterizzato il proprio ruolo. Per il figlio, invece, non sarà facile affrontare la decisione dei genitori per il fatto che si sentirà “grande” oppure, mentendo anche a se stesso, dirà che non si è mai sentito meglio. Già in questa fase è possibile farsi guidare dagli psicologi che cercano di dare dei consigli per approcciarsi nel modo migliore con il figlio. Dopo questa prima fase il ragazzo avrà l’idea che i genitori hanno compreso la difficoltà della situazione che si è trovato a vivere, forse per la prima volta; questo passaggio è molto importante perché l’adolescente capirà che è possibile fidarsi dei propri genitori, un punto di riferimento sempre presente.

Lo psicologo in questo contesto è una figura esterna al nucleo familiare che ha il compito di partecipare al processo di conoscenza sia del ragazzo sia dei genitori, diventando, così, una figura cardine. Grazie a questo ruolo fra il “paziente” e il professionista si crea un’alleanza basata su due atteggiamenti principali: la sincerità e la fiducia perché le cose che verranno portate in colloquio saranno decise dalle due parti.

Può capitare che sia il ragazzo stesso a chiedere ai genitori l’aiuto di uno psicologo per il fatto che vive delle crisi o delle problematiche che vede insormontabili. In questo caso il compito dello psicologo è quello di comprendere se si tratti di una fase transitoria, oppure se ci sia il rischio che si strutturi un funzionamento sintomatico più definito.

Nonostante ciò lo psicologo è in grado di padroneggiare in modo consapevole l’arte della parola e, grazie a ciò, riesce a scavare nella psiche del ragazzo in modo tale da far emergere la risposta, o la soluzione, alle questioni che lo avevano portato a sedersi su quella sedia. Se lo psicologo propone la via d’uscita in “paziente” non potrà mai trovarla efficace per il fatto che è una cosa personale e difficilmente si adatta agli altri. Tutto questo accade grazie alla potenza del dialogo. In questo modo l’adolescenza – una tappa fondamentale per lo sviluppo di tutte le persone – potrà essere vissuta in serenità.

Un’adolescenza vissuta in tranquillità garantirà il successo nell’età adulta.